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Cos’è un vino contemporaneo?

Quando il Gambero Rosso definisce il Verduno Pelaverga uno dei vini più contemporanei delle Langhe, citando anche il nostro Speziale, un po’ di orgoglio c’è. In fondo è il riconoscimento del lavoro di un intero paese, che ha continuato a credere in un vitigno unico anche quando in pochi ci scommettevano.

Ma subito arriva una domanda: cosa significa davvero “vino contemporaneo”?

Perché contemporaneo e alla moda non sono la stessa cosa.


La moda passa, la contemporaneità resta

Le mode cambiano. Ieri cercavamo vini concentrati e muscolosi, oggi leggerezza, freschezza, bevibilità. Ma rincorrere la contemporaneità rischia di diventare un altro modo di seguire una moda.

Nicola Perullo, filosofo e Rettore dell’Università di Scienze Gastronomiche, ci ricorda che «il gusto non è un oggetto immobile da valutare, ma una relazione dinamica che accade nel presente».

Ed è forse qui il punto. Un vino non è contemporaneo perché ha poco alcol o perché si beve fresco d’estate. Lo è quando riesce a incontrare la sensibilità del presente senza perdere la propria identità.

Il Verduno Pelaverga è speziato, fragrante, trasparente, agile. È conviviale per natura. Non è diventato così per rispondere ai gusti di oggi: lo è sempre stato.

E il tema diventa ancora più interessante in un tempo di estati calde e maturazioni anticipate. Essere contemporanei non può significare costringere il vino dentro una formula — meno alcol, più acidità, più leggerezza — ma leggere ogni annata, accompagnare la vigna e accettare ciò che la natura ci consegna, senza perdere la propria voce.

Il nostro Verduno Pelaverga Speziale non ha inseguito i vini super concentrati degli anni Novanta e non rincorre oggi l’estrema leggerezza. È rimasto lui: pepe, piccoli frutti, freschezza, un sorso scorrevole ma con la sua bella materia.

Proust scriveva che «i veri viaggi di scoperta non consistono nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi».

Forse è successo proprio questo: Il Verduno Pelaverga non è diventato contemporaneo. Siamo noi ad aver imparato a guardarlo con occhi nuovi.

Ed è forse questo il bello della contemporaneità: non avere bisogno di cambiare per appartenere al proprio tempo. A volte basta continuare a esprimere con sincerità ciò che si è sempre stati.

Per il Pelaverga significa essere, oggi come ieri, autenticamente e profondamente Verduno.